Principe longobardo di Salerno - Massimiliano Belluccio

 

La figura del "princeps" compare con il duca di Benevento Arechi II (758-787), che nel 774, in seguito alla sconfitta di Re Desiderio a Pavia ad opera di Carlo Magno, si proclama "princeps gentis langobardorum". Da questo momento in poi tutti i suoi successori al trono di Benevento e, dopo la "divisio ducatus", a Salerno saranno proclamati principi. Ges langobardorum rievoca in particolare i principi di Salerno da Siconolfo (839-851) a Guaiferio (861-880). Con Arechi II si passò da una concezione della sovranità politica e della funzione del rex di carattere eminentemente magico, erioico e sacrale (in senso pagano), ad una definizione della funzione e della carica suprema dello stato del tutto nuova, dal momento che tale funzione si era totalmente compenetrata degli elementi fondamentali della "cultura politica" cattolica e romano-bizantina.

 

Bibliografia

Tommaso Indelli, Arechi II. Un principe longobardo tra due città., cit. p. 126

Francesca Angellotti - Principessa Adelperga

Figlia di Desiderio, re dei Longobardi, e della regina Ansa, nacque verso il 740. Ebbe intima familiarità con Paolo Diacono, che ne curò l'educazione e pare le insegnasse anche il greco: "elegantiae tuae studiis semper fautor extiti" dichiarò nell'epistola dedicatoria, a lei diretta, dell'Historia Romana il suo precettore. Nel 762 Paolo l'accompagnò sposa ad Arichi II, duca e poi, alla caduta del regno longobardo, principe di Benevento. In onore di lei, lo storico dei Longobardi dettò, nel 763, un carme acrostico sulle sei età del mondo, in cui le lettere iniziali di ogni strofa compongono le parole Adelperga pia.Per suo invito lo stesso Paolo si accinse ad ampliare e continuare il Breviario di Eutropio nella sua Historia Romana,che compose prima del 774. Fu donna che rivelò fermezza di carattere ed avvedutezza politica nelle vicende seguite alla morte del marito (agosto 787); riuscì a mantenere di fatto l'indipendenza del principato beneventano, salvandolo dalle mire di Carlo Magno, il quale consentì che Grimoaldo, figlio del morto principe, da lui trattenuto in ostaggio alla sua corte, rientrasse in possesso del principato.

Radoaldo, Abate del monastero di San Benedetto di Salerno - Valerio Marletta

 

Agata, Badessa del monastero di San Giorgio di Salerno - Angela Cherchi

Talarico, Marphais - Luca Borsa

 

Il marphais (da marh, cavallo e paizan, mettere il morso) era una sorta di maresciallo o marescalco, incaricato dell'amministrazione delle scuderie principesche e che, con il tempo acquisì competenze generali in materia militare di leva e di exercitus

 

Bibliografia

Tommasi Indelli, Arechi II Un principe longobardo tra due città, cit. p.217

Grimoaldo, Scilpor - Americo Galdi

 

Da scild, scudo e por, portare, era lo scudiero del princeps, al comando della sua guardia personale e si occupava della difesa e della protezione della sua persona.

 

Tommasi Indelli, Arechi II Un principe longobardo tra due città, cit. p.217

Gemma, Domina - Valentina Oliva

Teodenanda, Domina - Daniela De Vita

Federica Garofalo - Sibilia, Archiatra (medico)

Sibilia è detta Apuliense, perché proviene da Bari. In realtà è nata a Salerno da una famiglia di medici: in particolare la madre Severina, originaria della Piana del Sele, faceva parte di una fraternità di mediche legate al monastero femminile della Vergine del Melograno, e ad essa devote; è da lei che Sibilia ha appreso fin da piccola l'arte di riconoscere e manipolare le erbe, e soprattutto di curare le ferite. Purtroppo, quando Sibilia era ancora una bambina, un'esondazione del torrente Fusandola ha provocato il crollo di parte del monte Bonadies, sterminando quasi tutta la sua famiglia in un'ondata di fango. Così, insieme agli unici due parenti rimasti in vita, suo zio Giaquinto e sua cugina Risa, è partita per Bari, dove suo zio aveva dei parenti.
Sono tornati a Salerno solo pochi anni fa, proprio con l'intento che Sibilia si perfezionasse nell'arte della medicina: lo zio Giaquinto ha così convinto Girolamo, l'Archiatra (medico personale del principe e della sua famiglia) a prenderla nella sua casa. Da lui, Sibilia ha appreso sia la dottrina degli antichi maestri della medicina Greci e Latini, come Ippocrate, Galeno, Dioscoride e Cleopatra, e di quelli più recenti come Oribasio, Ezio di Amida, Alessandro di Tralle, Paolo di Egina e Metrodora, ma anche la pratica del contatto con il malato e l'arte della chirurgia. Il fatto di conoscere fin dall'infanzia l'arte della farmacologia le ha dato un bel vantaggio, e, dalla morte di Gerolamo, ora è lei il medico personale di Arechi e Adelperga, continua ad approfondire l'arte medica giorno dopo giorno, attraverso gli insegnamenti dei Maestri dell'Antichità, il confronto con gli altri medici provenienti da ogni parte del Mediterraneo e il contatto con i malati.

Chiara Comegna - Cariperga, Archimagira (cuoca)